MUSICAL " MARIA DI NAZARET UNA STORIA CHE CONTINUA..... " DI M.P.LIOTTA OVVERO
IL COMPLOTTO CATTOLICO CONTRO MARIA SANTISSIMA COLEI CHE HA PORTATO IN GREMBO L'ALTISSIMO DIO ONNIPOTENTE.
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
I CATTOLICI VATICANO COMPRESO SONO CONTRO LA SANTA VERINE MARIA E LE HANNO FATTO UN MUSICAL BLASFEMO
In questo musical vedrete la S.V.Maria come mai l'avete vista, non solo canta ma fa danza classica-moderna
e perfino mima i rapporti sessuali con Giuseppe e fa salti accrobatici.
Non è tutto Maria non è la candida e pura fanciullina dei Vangeli piena di grazie, e protetta dall'Altissimo,
no, è una fornaia di Nazaret che è coinvolta con Barabba un trafficante d'armi che la vuole sedurre.
Ultimamente Barabba lo troviamo spesso in racconti, e romanzi ed eresie, ma qui è davvero fuori luogo.
Quindi Maria secondo Maria Pia Liotta è una donna profana e popolana senza purezza.
I testi del Musical sono stati visionati ed accettati dal mariologo Padre Stefano De Fiores e don Antonio Tarzia direttore responsabile del gruppo periodici San Paolo.
Il Musical è patrocinato dal Vaticano; con sostenitori entusiasti e patricinatori: il Segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone, i Pontifici Consigli delle Comunicazioni sociali e della Cultura
e il presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, Claudio Maria Gelli. Qindi le autorità Vaticane approvano la dissacrazione della S.S. V.Maria.
Ormai è chiaro a tutti che in Vaticano regna Satana.
Noi credenti non abbiamo bisogno di Musical falsi blasfemi, per conoscere la S.V.Maria ci bastano i Vangeli veri e sacri.
Domanda e riflessione la S.S.V.Maria tutta pura e santa è daccordo con questo Musical blasfemo,falso e disscrante su di lei ?
E Gesù cosa ne pensa?
http://groups.google.com:80/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
**********************************************************************
MUSICAL MARIA DI NAZARET
Ecco le prime notizie sul musical Maria di Nazareth - Una storia che continua... Lo spettacolo è stato presentato nell'aula Giovanni Paolo II presso la Santa Sede.
L'anteprima mondiale si è già tenuta nell'aula Paolo VI, è la prima volta che il Vaticano patrocina un evento del genere.
L'opera è totalmente dedicata alla figura di Maria, mettendone in risalto la quotidianità, la sua dimensione di donna e madre in primis, ma anche madre di Dio.
Dopo la Divina Commedia, anche la Chiesa ha deciso che il teatro, forma di comunicazione primordiale, può essere una buona forma per evangelizzare e diffondere la Buona Novella...
TITOLO MUSICAL: Maria di Nazareth - Una storia che continua...
ANTEPRIMA MONDIALE: 17 giugno 2008
LUOGO: Aula Paolo VI
ORARIO: 19:30
CAST TECNICO
Ideazione: Maria Pia Liotta
Regia: Maria Pia Liotta
Libretto: Adele Dorothy Ciampa, Maria Pia Liotta
Musiche: Stelvio Cipriani
Coreografia: Salvator Spagnolo
Supervisione coreografica: Luciano Cannito
Scenografia: Antonella Luberti
Costumi: Giuseppe Tramontano
Produzione: AIRAM - Cultura e Comunicazione
ORCHESTRA: Teatro "Francesco Cilea" di Reggio Calabria
CAST ARTISTICO (attori principali)
Maria di Nazareth - Alma Manera (nella foto)
Angelo - Antonello Angiolillo
Diavolo - Marco Gandolfi Vannini
Gesù - Raffaele Latagliata
Giuseppe - Daniele Gatti
Elisabetta - Concetta Ascrizzi
Barabba - Giuseppe Cartellà
SITO UFFICIALE: www.mariadinazarethmusical.com
Audio-intervista a Marco Gandolfi Vannini qui
http://housetv.forumcommunity.net/?t=17236490
“Maria di Nazareth, una storia che continua…”,
Concedendo qualche licenza poetica alle vicende della Vergine, senza snaturare tanto meno svilire le Sacre Scritture, grazie alla supervisione teologica di padre Stefano De Fiores (studioso mariano) e di don Antonio Tarzia (direttore responsabile del gruppo periodici San Paolo), il profilo che emerge dal velo di tessuto grezzo di questa creatura è quello di una donna chiamata a un grande compito: partorire il figlio di Dio e donarlo per la salvezza dell’umanità come eucaristia del mondo.
Dall’8 dicembre al prossimo 31 maggio a Cinecittà lo spettacolo musicale ispirato alla madre di Gesù
L’annunciazione dell’Angelo, la passione di Gesù e l’ascensione al cielo. Sono i tre momenti cardine del musical Maria di Nazareth - Una storia che continua spettacolo che debutta lunedì 8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione nel teatro tenda «La casa di Maria». Una struttura di 2700 posti appositamente costruita a Cinecittà (via Vincenzo Lamaro) per ospitare, fino al 31 maggio 2009, un musical di richiamo mondiale. Lo spettacolo, prodotto da Airam e musicato dal maestro Stelvio Cipriani, è stato presentato in prima mondiale a giugno nell'Aula Paolo VI della Santa Sede davanti a ottomila persone, e nasce da una suggestione della regista Maria Pia Liotta, (autrice del libretto insieme con Adele Dorothy Ciampa, nonché mamma della protagonista, la cantante attrice Alma Manera) la quale, ispirata dalla figura della Santa Vergine - la donna più famosa della storia dell’umanità, messaggera di pace, speranza e amore - ha pensato di attualizzare la vicenda partendo dalla storia di Maria vista come semplice donna terrena. Prima figlia, poi sposa e infine madre. Concedendo qualche licenza poetica alle vicende della Vergine, senza snaturare tanto meno svilire le Sacre Scritture, grazie alla supervisione teologica di padre Stefano De Fiores (studioso mariano) e di don Antonio Tarzia (direttore responsabile del gruppo periodici San Paolo), il profilo che emerge dal velo di tessuto grezzo di questa creatura è quello di una donna chiamata a un grande compito: partorire il figlio di Dio e donarlo per la salvezza dell’umanità come eucaristia del mondo.
Un semplice cono di luce, un segmento di voce, proiezione di filmati e scenografie imponenti. Dosando questi ingredienti alla spiritualità del libretto, il musical prova a mantenere in equilibrio l’umanizzazione di Maria con la grandezza del suo mistero. Per la prima volta su un palcoscenico la protagonista infatti è Maria di Nazareth, interprete «umanizzata» della storia su cui si fonda il Cristianesimo: Maria la bella fornaia ebrea che impasta il pane, che respinge le avance del diabolico Barabba (un venditore di armi) e si innamora del mite Giuseppe. Nel ruolo di colei che accetta benedicente la volontà di Dio e partorisce il Salvatore consapevole della gravità e dell’importanza del suo compito, c’è Alma Manera, voce intensa e forte presenza scenica. Con lei, protagonista con Carla Fracci nel 2005 in Nozze di sangue di Garcia Lorca, regia di Beppe Menegatti, c’è un cast di 40 giovani attori e 12 ballerini coordinati da Luciano Cannito.
Suggestive le scenografie, che riproducono i luoghi in cui Maria ha vissuto - dal cortile di casa di Anna e Gioacchino, dove da bimba Maria assiste alla preparazione del pane per la celebrazione del Kiddush, al Tempio in cui Gesù adulto entra per insegnare le Scritture - e un plauso ai costumi, riprodotti con attenzione filologica da Rosanna Grassia, e all’immagine grafica di Maria affidata allo scultore Silvio Amelio.
© SOCIETÀ EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=311387&PRINT=S
***************************************************************************************************
Un’idea audace, complessa, carica di responsabilità. “Che non mi ha fatto dormire la notte” confessa la regista Maria Pia Liotta, con la voce emozionata. Già, perché portare sul palcoscenico la donna più famosa del mondo, madre di Gesù e simbolo stesso della fede cattolica, non è cosa facile. Tanto più se la scelta artistica ricade sul genere del musical, e la protagonista femminile incaricata di interpretare l’augusto ruolo splende nella sua femminilità di donna del sud.
Eppure tra i più incoraggianti sostenitori di questa missione artistica ci sono proprio gli ambienti vaticani, che hanno ospitato l’anteprima mondiale di “Maria di Nazareth, la storia continua…” lo scorso 17 giugno nella sala Paolo VI. E non solo si dicono entusiasti, appoggiando con convinzione il progetto, ma sono tra gli alti patrocinatori della produzione artistica, che ha visto coinvolti, tra gli altri, il Segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone, e i Pontifici Consigli delle Comunicazioni sociali e della Cultura.
Dello stesso avviso anche il presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, Claudio Maria Gelli, che ha ricordato come questo musical ben rappresenti la storia che continua “perché Maria è una realtà, una persona che ci accompagna nella vita, e una donna che cammina al nostro fianco con le movenze e le problematiche di una donna del nostro tempo. Auguro allo spettacolo un grande successo – ha aggiunto –e andiamo avanti con fiducia e profonda gioia”
E per essere certi di non sbagliare, regia, produzione e attori in scena si sono avvalsi di un contributo speciale: quello di padre Stefano De Fiores, teologo e fra i massimi esperti in Italia di mariologia, intervenuto anche lui con emozione alla presentazione di stamani. E che ha assistito, passo dopo passo, ad ogni fase di sviluppo del musical, per accertarsi che la creazione non prendesse il sopravvento o, per usare le sue stesse parole, “perché l’umanizzazione resa di Maria non la spogliasse del suo mistero”, come è giusto che sia per ogni soggetto di culto.
Il progetto, frutto dell’incontro tra la regista Maria Pia Liotta (che è anche la madre della protagonista, Alma Manera) e Adele Dorothy Ciampa, che insieme a lei ha scritto il libretto, è co-organizzato dal Comune di Roma.
E proprio per la particolarità e l’importanza del tema trattato, il musical non poteva essere presentato su un palco qualsiasi della capitale italiana. È per questa ragione che il debutto a Roma, dove lo spettacolo arriverà in prima nazionale, non solo coinciderà con la festa dell’Immacolata, il prossimo 8 dicembre, ma su un palco costruito su misura per l’occasione. Il Teatro tenda “Casa di Maria”, struttura capace di ospitare 2.700 spettatori all’interno del complesso di Cinecittà. Resterà in programmazione sino a maggio, per partire poi alla volta dei palcoscenici mondiali. Nessuna data certa per il momento ma tanti desideri. Quello che “Maria di Nazareth…la storia continua” giri il mondo “è solo un sogno, ma come dimostra questo musical a volte i sogni si avverano”, ha concluso emozionata la regista.
Cecilia Dalla Negra
Ultimo aggiornamento ( martedì 02 dicembre 2008 ) http://www.fondazioneitaliani.it/index.php/Maria-di-Nazareth-la-storia-continua...-in-arrivo-il-musical-delle-Sacre-Scritture.html
IL VECCHIO E NUOVO TESTAMENTO,LA PATRISTICA, SANTI CRISTIANI,PREGHIERE,LITURGIA E SPIRITUALITA' CRISTIANA.
Visualizzazione post con etichetta blasfemo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta blasfemo. Mostra tutti i post
venerdì 26 dicembre 2008
venerdì 12 dicembre 2008
LA CHIESA CATTOLICA ACCETTA IL ROMANZO BLASFEMO DI SCHMITT
CENTRO ANTI-BLASFEMIA
COSA PENSA GESU' DEI ROMANZI BLASFEMI CONTRO DI LUI VERE CALUNNIE OFFENSIVE?
GESU' HA ORDINATO AI SUOI DISCEPOLI DI PREDICARE I SUOI INSEGNAMENTI MATTTEO: 28,18-20
ORA COSA PENSA GESU' SUI CATTOLICI CHE PUBBLICANO VENDONO DIFFONDONO ED ESALTANO
I ROMANZI BLASFEMI SCRITTI DA ATEI COME IN QUESTO CASO ?
***************************************
IL VANGELO SECONDO PILATO DI ERIC EMMANUEL SCHMITT
SAN PAOLO EDIZIONI 2002
*******************************************
GESU' NEL BLASFEMO ROMANZO
Nell’orto del Getsemani, in attesa che i soldati vengano ad arrestarlo e consegnarlo al tribunale che lo condurrà alla crocifissione,
Jeshua ripensa la sua vita.
Quindi la scena si apre sulla collina degli Ulivi, quando poche ore prima del suo arresto Gesù ripercorre le tappe della sua vita.
E’ Gesù stesso all’inizio della rappresentazione che da uomo si interroga e dubita sulla sua natura divina,
che ha paura: «Tra qualche ora - dice - si saprà se sono davvero il Figlio di Dio o se ero solo un pazzo. Uno di più. Uno dei tanti».
Schmitt costruisce un Gesù umano che non sa chi sia e si chiede di continuo: " Chi sono? "
Un Gesù che ripensando alla sua missione perfino crede d'essere pazzo.
Il Gesu' di Schmitt non sa se ha trovato Dio o è Satana ad ingannarlo! (Perfino questa bestemmia contro lo Spirito Santo Marco: 3,28-30)
Un Gesù che per affrontare la morte non avendo fede in Dio, decide di credere in se stesso, nel suo inconscio.
Ecco cosa Schmitt fa raccontare a Gesù;
«Avrei potuto essere altrove, questa sera. Avrei potuto spassarmela in una locanda, mescolato ai pellegrini della mia terra .
Ecco dove mi ha condotto questo mio sogno: aspettare in questo giardino una morte che mi fa paura» (p. 9 s).
Quale sogno? Il sogno che la sua risurrezione dalla morte avrebbe confermato il convincimento delle folle: essere lui il messia.
(QUINDI PROTAGONISMO TANTO ODIATO DAL VERO GESU')
Ha accettato la scommessa di Jehuda: «Il terzo giorno ritornerai», ed eccolo ora, in preda alla paura e al dubbio,
in attesa che il suo destino si compia.
Quando suo padre è morto, «di colpo, sotto il sole di mezzogiorno», ne ha preso il posto di carpentiere per mantenere fratelli e sorelle.
Carpentiere mediocre, ma giovane ricercato per saggezza e per capacità di amare. Pensa di non essere fatto per il matrimonio,
(VERAMENTE GESU' NE POTEVA E NE VOLEVA SPOSARSI ESSENDO IL PANE IMMACOLATO DISCESO DAL CIELO
E NATO PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO GIOVANNI: 6, 32-35, MATTEO :1, 20-23, LUCA: 20, 34-36.)
Ecco che Joushua incontra Rebecca, splendida per bellezza e qualità femminili, allora spinto dal desiderio di averla decide di sposarla.
Così invita la giovane in una locanda sul lago, le offre in dono una spilla di oro, mangiano e bevono, quando un vecchio e un bambino chiedono la carità.
Lei si lascia sfuggire una esclamazione rabbiosa, e l’oste scaccia i mendicanti a colpi di strofinaccio. Il giorno seguente Jeshua rompe il fidanzamento.
Ha scoperto «il terribile egoismo che si annida nella felicità»; e lui non è fatto per la felicità che «ci lascia in disparte, fa chiudere le porte, serrare le imposte,
dimenticare gli altri, erigere muraglie invalicabili; la felicità presuppone il rifiuto di vedere il mondo così com’è» (p. 24).
(QUINDI SCHMITT HA SCAMBIATO I COSTUMI CASTI DEGLI EBREI AI TEMPI DI GESU' CON QUELLI DEI PARIGINI DI OGGI!)
(Le ragazze ebree restavano sempre in casa, non andavano fuori a cena con l'amico o fidanzato, poi il fidanzato mai avrebbe potuto lasciare la fidanzata
poiché questo era ripudio e per essere permeso occorrevano motivi gravi, allora i fidanzati erano legalmente sposi, infatti il fidanzamento avveniva dopo contratto e versamento della dote da parte del promesso sposo)
Sfidando le ire dei familiari e la disapprovazione della madre, Joushua intende vivere per gli altri, amarli, operare per la giustizia, condividere la sofferenza.
Diventa, senza volerlo, un consolatore degli afflitti e un consigliere dei dubbiosi, tanto da attirarsi lo sdegno del rabbino:
«Ma chi sei tu per pensare di poter parlare delle Scritture? Chi sei per poter dare dei consigli agli altri?
A Gerusalemme saresti già morto, lapidato» (p. 24). Che cosa fare? Dietro consiglio di sua madre, si reca dal cugino Giovanni.
Lo osserva, lo ascolta; magro, irsuto, ruvido; pratica un battesimo per la remissione dei peccati. Quando Jeshua gli si presenta per essere battezzato,
egli lo fissa, poi si mette a gridare: «Ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo» (p. 35).
E aggiunge: «Sono io ad aver bisogno di essere purificato da te!
(IN QUESTO CASO BATTISTA AVREBBE TRATTATO QUESTO GESU' COME UN QUALSIASI PECCATORE)
Sono io che ti chiamo con tutte le mie forze e tu che vieni a me! Io ti amo!». Gesù sviene.
Alcune donne raccontarono che dal cielo era scesa una colomba e si era posata sulla sua fronte.
L’interrogativo sulla sua identità si fa presente. Su di lui circolano giudizi discordi: il Messia? un guru? un illuso?
(PERCHE' PRENDERE I VANGELI E FALSIFICARLI CON FANTASIE BLASFEME ?)
«Da trent’anni tutti avevano un’opinione sul mio destino; io no». Per sfuggire alle tante dicerie, si rifugia nel deserto,
e qui fa un’esperienza sconvolgente.
«Precipitavo dentro me stesso . Poi ebbi la sensazione di rallentare. Stavo cambiando consistenza .
E, lentamente, si consumò la trasformazione.
Ero io e non ero io . Approdai in un oceano di luce . Ero disceso nella fucina della vita, nel centro,
nel focolare, là dove tutto si fonde, si fonda e si decide.
Dentro di me non trovavo il mio “io”, ma più che me stesso, molto più che il mio io: un mare di lava in fusione,
un infinito mobile e cangiante dove non percepivo alcuna parola,
alcuna voce, alcun discorso, ma dove provavo una sensazione nuova, terribile, gigantesca, unica,
inesauribile: il senso che tutto fosse giustificato» (p. 38).
In questo mare Jeshua non trova se stesso, trova Dio. Meglio, dentro di sé c’è qualcosa di più che se stesso,
«un tutto che non è me e che tuttavia non mi è estraneo»,
lo oltrepassa, lo organizza; «un tutto sconosciuto da cui si diparte ogni conoscenza,
un tutto incomprensibile che rende possibile ogni comprensione, un’unità da cui derivo,
un Padre di cui sono il Figlio» (p. 39). Figlio di Dio o vittima di una tentazione? Lui, un falegname, figlio di Dio?
Realtà divina o illusione diabolica?
(QUI SI FA L'IMPERDONABILE BESTEMMIA CONTRO LO SPIRITO SANTO MARCO: 3, 28-30)
Nessuna risposta. Allora fa una scommessa: «La scommessa di credere che le mie cadute, le mie gravi meditazioni, mi conducessero a Dio e non a Satana.
Ho fatto la scommessa di credere che avevo qualcosa di buono da fare. Ho fatto la scommessa di credere in me stesso» (p. 40).
(IL DIAVOLO DI SCHMITT SI COSTRISCE UN GESU' CHE CREDE NELL'UOMO E NON IN DIO)
Seguono giorni esaltanti. Seguìto prima da Andrea e Simone, poi da altri discepoli, percorre la Galilea
predicando quanto Dio gli rivela e riversando la sua attenzione e il suo amore su poveri, miseri, afflitti, donne.
Quando si trova di fronte a un quesito, si apparta dietro un albero o una roccia e si cala «nel suo pozzo»,
cioè «nel fondo di me stesso per incontrare mio Padre e riemergere con un’inesauribile dose d’amore» (p. 49).
(PERCHE' INVENTARE TUTTE QUESTE DISTORSIONI FANTASIOSE E NON ACCETTARE LA SEMPLICITA' E VERITA' EVANGELICA ?)
Non mancano incomprensioni e difficoltà.I suoi familiari lo rifiutano, anzi lo odiano; sua madre, piangendo, gli prospetta il traguardo della follia;
il clero è indignato per i suoi insegnamenti e il suo agire contro la Legge.
La situazione si aggrava quando si verificano alcuni miracoli. Miracoli? O non piuttosto energia che si sprigiona dalla capacità di amare?
(L'OSTINAZIONE DI SCHMITT DI NEGARE IL DIVINO ANCHE DIFRONTE I MIRACOLI)
Oppure eventi spiegabili naturalmente? Un dubbio lo assale: che i suoi discepoli, travolti dalla passione, esagerino e parlino di prodigi.
«Non sono forse stati loro a riempire gli otri di vino? Ad avermi attribuito il felice arrivo di un branco di pesci nel lago di Tiberiade?» (p. 49).
Esaltati, in buona fede. Anche l’episodio del figlio di Rebecca (la vedova di Nain), da lui richiamato alla vita, può avere una spiegazione naturale
. A Jehuda che afferma il miracolo, così replica: «Sai bene anche tu come sia difficile riconoscere la morte. Quante persone vengono sotterrate vive?
Il bambino forse era soltanto addormentato» (p. 57 s). Insomma, lui non ha il potere di compiere miracoli.
(QUI IL DIAVOLO DI SCHMITT INSISTE NEL RENDERE GESU' UN UOMO SENZA CARISMI E SPIRITO SANTO
NEI VANGELI NON SOLO GESU' HA GLI STESSI POTERI DEL PADRE GIOVANNI: 5, 19-30
MA ANCHE AI SUOI APOSTOLI CONFERISCE I POTERI LUCA: 10, 17-20 )
È il Padre, è la fede a compierli.
Jehuda è di parere diverso: la risurrezione del bambino è la prova che Jeshua è l’Eletto. Gli si prostra a terra e piange, abbracciato ai suoi piedi.
Per non deluderlo Jeshua riformula la scommessa: «Jehuda, io non so chi sono. So soltanto che sono abitato da qualcuno che è più grande di me.
So anche, in virtù di quell’amore che egli mi manifesta, che Dio da me si aspetta molto. Allora, Jehuda, ascolta bene quello che ti dico.
Faccio una scommessa. Scommetto, dal più profondo del mio cuore, di essere colui, sì, colui che tutto Israele attende.
Faccio la scommessa di essere veramente il Figlio» (p. 58).
Fra i discepoli, Giuda soltanto crede ciecamente che Gesù sia il Messia.
per questo Giuda è l’unico cui Gesù possa chiedere di tradirlo per salvare la comunità dal linciaggio.
Schmitt ribalta il ruolo del traditore di Cristo (versione avvallata recentemente dalla traduzione del cosiddetto Vangelo di Giuda),
(PERCHE' ADDIRITTURA SCHMITT CAPOVOLGE IL VANGELO TRASFORMANDO IL DIAVOLO GIUDA GIOVANNI : 7, 70-71
NEL MIGLIORE DEGLI APOSTOLI ?)
Quindi tra i suoi discepoli il prediletto è Jehuda. Istruito e conoscitore delle Scritture, vuole convincerlo di essere il Figlio di Dio, il Messia.
sacri testi sono chiari: «Tu devi tornare a Gerusalemme, Jeshua. Il Cristo conoscerà la sua apoteosi a Gerusalemme,
i testi sono espliciti. Dovrai essere umiliato, torturato, ucciso prima di rinascere. Sarà un momento difficile» (p. 64).
Illuminato dalla sua fede, Jehuda parla della morte del Messia «con la calma della speranza»:
«Tu morirai per qualche giorno, Jeshua, tre giorni, poi risorgerai».
La forza persuasiva del discepolo amato ha il sopravvento sulla paura del maestro.
Jeshua accetta di morire, e prega Jehuda di aiutarlo: accetti di essere considerato un traditore,
lo consegni ai soldati e alla croce. E Jehuda? Andrà a morire anche lui: «Se tu vai a farti crocifiggere, perché io non posso andare ad impiccarmi?» (p. 75).
Tutto si compie secondo quanto previsto. Il gesto di Jeshua è chiaro. Accetta di morire perché il suo dubbio si risolva.
Se dopo tre giorni risorgerà, è davvero il Messia, altrimenti sarà ritenuto un illuso.
QUINDI IL GESU' DI SCHMITT HA BISOGNO DEI CONSIGLI DI GIUDA CHE CONOSCE LE PROFEZIE
DEL MESSIA SOFFERENTE QUANDO NEI VANGELI GLI APOSTOLI NON SI ASPETTAVANO LA MORTE DI GESU'
MA UN GESU' GLORIOSO E RE D'ISRAELE-SCHMITT LAVORA DI TROPPA FANTASIAE IGNORANZA ESTREMA)
Schmitt infanga anche i discepoli i quali sono pronti a tornare belando alle loro vite dopo la morte del loro Maestro.
Schmitt inserisce nel romanzo anche la figlia di Erodiade colei che fece uccidere il Battista,
una Salomè-Lolita cui (scandalo!) per prima appare il Cristo risorto, un Giuseppe d’Arimatea invidioso e pieno di rancore.
(PERCHE' CAPOVOLGERE LA REALTA' EVANGELICA E TRASFORMARE IL SANTO GIUSEPPE D'ARIMATEA
IN UN INVIDIOSO ?)
*************************************
Le teorie dell'ateo Schmitt su Gesù;
Schmitt si chiede :
"Sapeva Gesù sin dall’inizio che era il figlio di Dio o lo ha scoperto progressivamente?».
«Mi sembra che i quattro Vangeli, salvo qualche particolare, rispondano a tale quesito: Gesù è soltanto un uomo,
ispirato da Dio certamente, ma nient’altro che un uomo fino alla sua morte in croce. Diversamente non soffrirebbe.
È la Risurrezione che gli conferisce, nella sua realtà terrena, la realtà (le statut) di Dio» (p. 247).
Affermando che «Gesù nasce e muore come un uomo» (cfr Journal, cit., 251)
Schmitt nega non soltanto la concezione del Verbo per opera dello Spirito Santo,
ma anche la concezione verginale di Maria. Ritiene anche che «il compito dato a Maria appare
nettamente come il frutto della storia del cristianesimo più che il prodotto dei Vangeli» .
***************************************************************************************************************
N.B. LA CHIESA CATTOLICA HA ACCETTATO QUESTO ROMANZO EDITO DA SAN PAOLO
UN ARTICOLO DA CIVILTA' CATTOLICA
http://www.laciviltacattolica.it/Quaderni/2008/3800/Articolo%20Castelli.html
RIPRESO DA ZENIT
http://www.zenit.org/article-15821?l=italian
VEDI ANCHE I CATTOLICI
http://www.vivicentro.org/il-mondo-visto-da-roma-18-ottobre-2008-vt11028.html
http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=123&id_n=4776
http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=102&id_n=4546
http://sacerdotisposati.splinder.com/post/19146074/Il+Vangelo+secondo+Pilato+di+S
******************************************************************************
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
COSA PENSA GESU' DEI ROMANZI BLASFEMI CONTRO DI LUI VERE CALUNNIE OFFENSIVE?
GESU' HA ORDINATO AI SUOI DISCEPOLI DI PREDICARE I SUOI INSEGNAMENTI MATTTEO: 28,18-20
ORA COSA PENSA GESU' SUI CATTOLICI CHE PUBBLICANO VENDONO DIFFONDONO ED ESALTANO
I ROMANZI BLASFEMI SCRITTI DA ATEI COME IN QUESTO CASO ?
***************************************
IL VANGELO SECONDO PILATO DI ERIC EMMANUEL SCHMITT
SAN PAOLO EDIZIONI 2002
*******************************************
GESU' NEL BLASFEMO ROMANZO
Nell’orto del Getsemani, in attesa che i soldati vengano ad arrestarlo e consegnarlo al tribunale che lo condurrà alla crocifissione,
Jeshua ripensa la sua vita.
Quindi la scena si apre sulla collina degli Ulivi, quando poche ore prima del suo arresto Gesù ripercorre le tappe della sua vita.
E’ Gesù stesso all’inizio della rappresentazione che da uomo si interroga e dubita sulla sua natura divina,
che ha paura: «Tra qualche ora - dice - si saprà se sono davvero il Figlio di Dio o se ero solo un pazzo. Uno di più. Uno dei tanti».
Schmitt costruisce un Gesù umano che non sa chi sia e si chiede di continuo: " Chi sono? "
Un Gesù che ripensando alla sua missione perfino crede d'essere pazzo.
Il Gesu' di Schmitt non sa se ha trovato Dio o è Satana ad ingannarlo! (Perfino questa bestemmia contro lo Spirito Santo Marco: 3,28-30)
Un Gesù che per affrontare la morte non avendo fede in Dio, decide di credere in se stesso, nel suo inconscio.
Ecco cosa Schmitt fa raccontare a Gesù;
«Avrei potuto essere altrove, questa sera. Avrei potuto spassarmela in una locanda, mescolato ai pellegrini della mia terra .
Ecco dove mi ha condotto questo mio sogno: aspettare in questo giardino una morte che mi fa paura» (p. 9 s).
Quale sogno? Il sogno che la sua risurrezione dalla morte avrebbe confermato il convincimento delle folle: essere lui il messia.
(QUINDI PROTAGONISMO TANTO ODIATO DAL VERO GESU')
Ha accettato la scommessa di Jehuda: «Il terzo giorno ritornerai», ed eccolo ora, in preda alla paura e al dubbio,
in attesa che il suo destino si compia.
Quando suo padre è morto, «di colpo, sotto il sole di mezzogiorno», ne ha preso il posto di carpentiere per mantenere fratelli e sorelle.
Carpentiere mediocre, ma giovane ricercato per saggezza e per capacità di amare. Pensa di non essere fatto per il matrimonio,
(VERAMENTE GESU' NE POTEVA E NE VOLEVA SPOSARSI ESSENDO IL PANE IMMACOLATO DISCESO DAL CIELO
E NATO PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO GIOVANNI: 6, 32-35, MATTEO :1, 20-23, LUCA: 20, 34-36.)
Ecco che Joushua incontra Rebecca, splendida per bellezza e qualità femminili, allora spinto dal desiderio di averla decide di sposarla.
Così invita la giovane in una locanda sul lago, le offre in dono una spilla di oro, mangiano e bevono, quando un vecchio e un bambino chiedono la carità.
Lei si lascia sfuggire una esclamazione rabbiosa, e l’oste scaccia i mendicanti a colpi di strofinaccio. Il giorno seguente Jeshua rompe il fidanzamento.
Ha scoperto «il terribile egoismo che si annida nella felicità»; e lui non è fatto per la felicità che «ci lascia in disparte, fa chiudere le porte, serrare le imposte,
dimenticare gli altri, erigere muraglie invalicabili; la felicità presuppone il rifiuto di vedere il mondo così com’è» (p. 24).
(QUINDI SCHMITT HA SCAMBIATO I COSTUMI CASTI DEGLI EBREI AI TEMPI DI GESU' CON QUELLI DEI PARIGINI DI OGGI!)
(Le ragazze ebree restavano sempre in casa, non andavano fuori a cena con l'amico o fidanzato, poi il fidanzato mai avrebbe potuto lasciare la fidanzata
poiché questo era ripudio e per essere permeso occorrevano motivi gravi, allora i fidanzati erano legalmente sposi, infatti il fidanzamento avveniva dopo contratto e versamento della dote da parte del promesso sposo)
Sfidando le ire dei familiari e la disapprovazione della madre, Joushua intende vivere per gli altri, amarli, operare per la giustizia, condividere la sofferenza.
Diventa, senza volerlo, un consolatore degli afflitti e un consigliere dei dubbiosi, tanto da attirarsi lo sdegno del rabbino:
«Ma chi sei tu per pensare di poter parlare delle Scritture? Chi sei per poter dare dei consigli agli altri?
A Gerusalemme saresti già morto, lapidato» (p. 24). Che cosa fare? Dietro consiglio di sua madre, si reca dal cugino Giovanni.
Lo osserva, lo ascolta; magro, irsuto, ruvido; pratica un battesimo per la remissione dei peccati. Quando Jeshua gli si presenta per essere battezzato,
egli lo fissa, poi si mette a gridare: «Ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo» (p. 35).
E aggiunge: «Sono io ad aver bisogno di essere purificato da te!
(IN QUESTO CASO BATTISTA AVREBBE TRATTATO QUESTO GESU' COME UN QUALSIASI PECCATORE)
Sono io che ti chiamo con tutte le mie forze e tu che vieni a me! Io ti amo!». Gesù sviene.
Alcune donne raccontarono che dal cielo era scesa una colomba e si era posata sulla sua fronte.
L’interrogativo sulla sua identità si fa presente. Su di lui circolano giudizi discordi: il Messia? un guru? un illuso?
(PERCHE' PRENDERE I VANGELI E FALSIFICARLI CON FANTASIE BLASFEME ?)
«Da trent’anni tutti avevano un’opinione sul mio destino; io no». Per sfuggire alle tante dicerie, si rifugia nel deserto,
e qui fa un’esperienza sconvolgente.
«Precipitavo dentro me stesso . Poi ebbi la sensazione di rallentare. Stavo cambiando consistenza .
E, lentamente, si consumò la trasformazione.
Ero io e non ero io . Approdai in un oceano di luce . Ero disceso nella fucina della vita, nel centro,
nel focolare, là dove tutto si fonde, si fonda e si decide.
Dentro di me non trovavo il mio “io”, ma più che me stesso, molto più che il mio io: un mare di lava in fusione,
un infinito mobile e cangiante dove non percepivo alcuna parola,
alcuna voce, alcun discorso, ma dove provavo una sensazione nuova, terribile, gigantesca, unica,
inesauribile: il senso che tutto fosse giustificato» (p. 38).
In questo mare Jeshua non trova se stesso, trova Dio. Meglio, dentro di sé c’è qualcosa di più che se stesso,
«un tutto che non è me e che tuttavia non mi è estraneo»,
lo oltrepassa, lo organizza; «un tutto sconosciuto da cui si diparte ogni conoscenza,
un tutto incomprensibile che rende possibile ogni comprensione, un’unità da cui derivo,
un Padre di cui sono il Figlio» (p. 39). Figlio di Dio o vittima di una tentazione? Lui, un falegname, figlio di Dio?
Realtà divina o illusione diabolica?
(QUI SI FA L'IMPERDONABILE BESTEMMIA CONTRO LO SPIRITO SANTO MARCO: 3, 28-30)
Nessuna risposta. Allora fa una scommessa: «La scommessa di credere che le mie cadute, le mie gravi meditazioni, mi conducessero a Dio e non a Satana.
Ho fatto la scommessa di credere che avevo qualcosa di buono da fare. Ho fatto la scommessa di credere in me stesso» (p. 40).
(IL DIAVOLO DI SCHMITT SI COSTRISCE UN GESU' CHE CREDE NELL'UOMO E NON IN DIO)
Seguono giorni esaltanti. Seguìto prima da Andrea e Simone, poi da altri discepoli, percorre la Galilea
predicando quanto Dio gli rivela e riversando la sua attenzione e il suo amore su poveri, miseri, afflitti, donne.
Quando si trova di fronte a un quesito, si apparta dietro un albero o una roccia e si cala «nel suo pozzo»,
cioè «nel fondo di me stesso per incontrare mio Padre e riemergere con un’inesauribile dose d’amore» (p. 49).
(PERCHE' INVENTARE TUTTE QUESTE DISTORSIONI FANTASIOSE E NON ACCETTARE LA SEMPLICITA' E VERITA' EVANGELICA ?)
Non mancano incomprensioni e difficoltà.I suoi familiari lo rifiutano, anzi lo odiano; sua madre, piangendo, gli prospetta il traguardo della follia;
il clero è indignato per i suoi insegnamenti e il suo agire contro la Legge.
La situazione si aggrava quando si verificano alcuni miracoli. Miracoli? O non piuttosto energia che si sprigiona dalla capacità di amare?
(L'OSTINAZIONE DI SCHMITT DI NEGARE IL DIVINO ANCHE DIFRONTE I MIRACOLI)
Oppure eventi spiegabili naturalmente? Un dubbio lo assale: che i suoi discepoli, travolti dalla passione, esagerino e parlino di prodigi.
«Non sono forse stati loro a riempire gli otri di vino? Ad avermi attribuito il felice arrivo di un branco di pesci nel lago di Tiberiade?» (p. 49).
Esaltati, in buona fede. Anche l’episodio del figlio di Rebecca (la vedova di Nain), da lui richiamato alla vita, può avere una spiegazione naturale
. A Jehuda che afferma il miracolo, così replica: «Sai bene anche tu come sia difficile riconoscere la morte. Quante persone vengono sotterrate vive?
Il bambino forse era soltanto addormentato» (p. 57 s). Insomma, lui non ha il potere di compiere miracoli.
(QUI IL DIAVOLO DI SCHMITT INSISTE NEL RENDERE GESU' UN UOMO SENZA CARISMI E SPIRITO SANTO
NEI VANGELI NON SOLO GESU' HA GLI STESSI POTERI DEL PADRE GIOVANNI: 5, 19-30
MA ANCHE AI SUOI APOSTOLI CONFERISCE I POTERI LUCA: 10, 17-20 )
È il Padre, è la fede a compierli.
Jehuda è di parere diverso: la risurrezione del bambino è la prova che Jeshua è l’Eletto. Gli si prostra a terra e piange, abbracciato ai suoi piedi.
Per non deluderlo Jeshua riformula la scommessa: «Jehuda, io non so chi sono. So soltanto che sono abitato da qualcuno che è più grande di me.
So anche, in virtù di quell’amore che egli mi manifesta, che Dio da me si aspetta molto. Allora, Jehuda, ascolta bene quello che ti dico.
Faccio una scommessa. Scommetto, dal più profondo del mio cuore, di essere colui, sì, colui che tutto Israele attende.
Faccio la scommessa di essere veramente il Figlio» (p. 58).
Fra i discepoli, Giuda soltanto crede ciecamente che Gesù sia il Messia.
per questo Giuda è l’unico cui Gesù possa chiedere di tradirlo per salvare la comunità dal linciaggio.
Schmitt ribalta il ruolo del traditore di Cristo (versione avvallata recentemente dalla traduzione del cosiddetto Vangelo di Giuda),
(PERCHE' ADDIRITTURA SCHMITT CAPOVOLGE IL VANGELO TRASFORMANDO IL DIAVOLO GIUDA GIOVANNI : 7, 70-71
NEL MIGLIORE DEGLI APOSTOLI ?)
Quindi tra i suoi discepoli il prediletto è Jehuda. Istruito e conoscitore delle Scritture, vuole convincerlo di essere il Figlio di Dio, il Messia.
sacri testi sono chiari: «Tu devi tornare a Gerusalemme, Jeshua. Il Cristo conoscerà la sua apoteosi a Gerusalemme,
i testi sono espliciti. Dovrai essere umiliato, torturato, ucciso prima di rinascere. Sarà un momento difficile» (p. 64).
Illuminato dalla sua fede, Jehuda parla della morte del Messia «con la calma della speranza»:
«Tu morirai per qualche giorno, Jeshua, tre giorni, poi risorgerai».
La forza persuasiva del discepolo amato ha il sopravvento sulla paura del maestro.
Jeshua accetta di morire, e prega Jehuda di aiutarlo: accetti di essere considerato un traditore,
lo consegni ai soldati e alla croce. E Jehuda? Andrà a morire anche lui: «Se tu vai a farti crocifiggere, perché io non posso andare ad impiccarmi?» (p. 75).
Tutto si compie secondo quanto previsto. Il gesto di Jeshua è chiaro. Accetta di morire perché il suo dubbio si risolva.
Se dopo tre giorni risorgerà, è davvero il Messia, altrimenti sarà ritenuto un illuso.
QUINDI IL GESU' DI SCHMITT HA BISOGNO DEI CONSIGLI DI GIUDA CHE CONOSCE LE PROFEZIE
DEL MESSIA SOFFERENTE QUANDO NEI VANGELI GLI APOSTOLI NON SI ASPETTAVANO LA MORTE DI GESU'
MA UN GESU' GLORIOSO E RE D'ISRAELE-SCHMITT LAVORA DI TROPPA FANTASIAE IGNORANZA ESTREMA)
Schmitt infanga anche i discepoli i quali sono pronti a tornare belando alle loro vite dopo la morte del loro Maestro.
Schmitt inserisce nel romanzo anche la figlia di Erodiade colei che fece uccidere il Battista,
una Salomè-Lolita cui (scandalo!) per prima appare il Cristo risorto, un Giuseppe d’Arimatea invidioso e pieno di rancore.
(PERCHE' CAPOVOLGERE LA REALTA' EVANGELICA E TRASFORMARE IL SANTO GIUSEPPE D'ARIMATEA
IN UN INVIDIOSO ?)
*************************************
Le teorie dell'ateo Schmitt su Gesù;
Schmitt si chiede :
"Sapeva Gesù sin dall’inizio che era il figlio di Dio o lo ha scoperto progressivamente?».
«Mi sembra che i quattro Vangeli, salvo qualche particolare, rispondano a tale quesito: Gesù è soltanto un uomo,
ispirato da Dio certamente, ma nient’altro che un uomo fino alla sua morte in croce. Diversamente non soffrirebbe.
È la Risurrezione che gli conferisce, nella sua realtà terrena, la realtà (le statut) di Dio» (p. 247).
Affermando che «Gesù nasce e muore come un uomo» (cfr Journal, cit., 251)
Schmitt nega non soltanto la concezione del Verbo per opera dello Spirito Santo,
ma anche la concezione verginale di Maria. Ritiene anche che «il compito dato a Maria appare
nettamente come il frutto della storia del cristianesimo più che il prodotto dei Vangeli» .
***************************************************************************************************************
N.B. LA CHIESA CATTOLICA HA ACCETTATO QUESTO ROMANZO EDITO DA SAN PAOLO
UN ARTICOLO DA CIVILTA' CATTOLICA
http://www.laciviltacattolica.it/Quaderni/2008/3800/Articolo%20Castelli.html
RIPRESO DA ZENIT
http://www.zenit.org/article-15821?l=italian
VEDI ANCHE I CATTOLICI
http://www.vivicentro.org/il-mondo-visto-da-roma-18-ottobre-2008-vt11028.html
http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=123&id_n=4776
http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=102&id_n=4546
http://sacerdotisposati.splinder.com/post/19146074/Il+Vangelo+secondo+Pilato+di+S
******************************************************************************
http://groups.google.com/group/centro-anti-blasfemia?hl=it
Iscriviti a:
Post (Atom)

